Calcestruzzo, l’innovazione del materiale nel rispetto dell’ambiente

Diffusissimo in edilizia, il calcestruzzo può diventare ecosostenibile?

Il calcestruzzo è tra i materiali più utilizzati in assoluto in edilizia per la sua grande versatilità, ma può diventare anche ecostenibile? Il settore cementifero continua ad investire risorse nella ricerca per sviluppare soluzioni innovative adatte sia al comparto residenziale che alle opere pubbliche. Tra i numerosi vantaggi del calcestruzzo vi sono le sue elevate prestazioni energetiche, tuttavia la sua produzione implica un sensibile impatto ambientale. L’idea è cercare di unire gli innegabili vantaggi strutturali ad una minore inquinamento, creando una filiera decisamente più “green”.

Secondo l’Associazione Italiana Tecnico Economica Cemento (AITEC), i consumi mondiali dello scorso anno si sono attestati sui 4 miliardi di tonnellate. Il settore industriale è responsabile da solo del 5% delle emissioni globali, con costi energetici molto alti. Il calcestruzzo e i cementi in genere, richiedono elevati volumi d’acqua, e determinano manufatti non riciclabili e difficilmente smaltibili. I passi in avanti ci sono indubbiamente stati, ma la strada verso l’ecosostenbilità è ancora lunga.

Le emissioni di CO2 sono uno dei principali nodi nella produzione, tuttavia sono stati sperimentate delle varianti a base ci carbonato di calcio. Imitando il comportamento dei coralli, è stato approntato un tipo di calcestruzzo che attinge il calcio dall’acqua di mare e il carbonato dagli scarichi delle centrali elettriche. In pratica una sorta di riciclo dell’inquinamento per creare materiale edile.

Dall’Italia viene poi l’idea del cemento “mangia-smog”, il TX Active, composto da sostanze fotocatalitiche. Sfruttando i raggi del sole, il materiale cattura gli inquinanti e li assorbe. Ultima frontiera è poi il calcestruzzo con lievito di birra, detto anche “cemento bioaerato autoclavato”, con struttura alveolare, dalle eccellenti performance di isolamento termo-acustico. Per finire vi è la proposta di un’azienda texana che attraverso un processo di combustione hanno prodotto un cemento fatto di silicio di origine vegetale a base di riso
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