La manovra da 23 miliardi della Legge di Stabilità e l’ecobonus condominiale

Il governo ha studiato una manovra da 23 miliardi contenuta nella prossima legge di Stabilità, 15 dei quali saranno destinati a disinnescare le clausole di salvaguardia sull’Iva, mentre i restanti 7-8 saranno stanziati per possibili interventi strategici: pensioni, investimenti pubblici dei Comuni, sostegno agli investimenti privati ed ecobonus. Questi settori prioritari saranno a loro volta affiancati da altri interventi già annunciati in precedenza, quali i soldi per gli statali, per i salari di produttività, per le assunzioni e per il Fondo per la povertà.

stabilitaPer quanto riguarda gli investimenti dei soggetti privati, parlando di leva fiscale ci si concentra sull’ecobonus, uno sconto del 65 per cento per chi apporta delle migliorie energetiche al proprio appartamento, al fine di consentire a questi ecoinvestimenti una progettazione a livello di condominio, in modo tale da ridurre del 70 per cento i consumi energetici di 12 milioni di fabbricati aventi oltre 40 anni, costosi da riscaldare e da raffreddare – a causa dell’arretrato sistema di isolamento termico – e dannosi per l’ambiente . Per concretizzare questa proposta, il governo ha messo a disposizione un miliardo di euro.

Tra le diverse opzioni presentate tra i progetti studiate per attuare questo “sconto ecologico” , figura la proposta di Enea, l’Agenzia nazionale per l’energia, la quale prevede la trasformazione condominiale dell’ecobonus e permette così, grazie ad un fondo di 4-5 miliardi proveniente dalla Cassa depositi e prestiti, banche ed operatori per sostenere i lavori, di attuare interventi energetici più consistenti sufficienti per riqualificare un intero fabbricato, senza procedere un appartamento alla volta. Se questa proposta dovesse essere approvata, il 10 per cento della somma necessaria ad attuare tale operazione energetica verrebbe restituito gradualmente ai proprietari degli immobili direttamente in bolletta.

Il totale dell’investimento richiesto per attuare questo progetto, da realizzare con l’aiuto delle Esco – società specializzate in questo tipo di operazioni – si parla di cifre che vanno dai 200.000 euro in su: tale costo verrebbe finanziato per il 90 per cento da un fondo ad hoc che potrà recuperare la somma utilizzata per la riqualificazione energetica in dieci anni, tramite l’incasso dell’ecobonus erogato dallo Stato, corrispondente al 65 per cento del totale, mentre l’importo rimanente verrà incassato dal risparmio energetico generato dall’addebito agli utenti nella bolletta energetica degli appartamenti e il 10 per cento sarebbe a carico dei proprietari degli immobili.

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