Ristrutturare con vetro e acciaio – Stazione Montesanto

Il progetto di riammodernamento e completamento della stazione di Montesanto a Napoli è stato sviluppato con due principali obiettivi.

 

Il primo consiste nel trasformare e rifunzionalizzare l’ottocentesca stazione in un nodo fra le diverse modalità di trasporti della regione campana, creando un unicum sia spaziale che volumetrico tra le stazioni di Sepsa e Funicolare e rinnovando la visione dell’edificio da “non luogo” a moderno polo di scambio polifunzionale su scala urbana.

 

Il secondo obiettivo sta nella volontà di riqualificare il centro storico antistante alla stazione, partendo dalla trasformazione dell’antico edificio in “faro” del quartiere, punto di accesso a un sistema collinare di attrattive culturali quali la Trinità delle Monache o la Certosa di San Martino, creando così un’integrazione tra modernità e storia.

Il progetto ha previsto la necessaria demolizione delle numerose superfetazioni realizzate nel corso del XX secolo, con un fedele restauro stilistico e con il consolidamento dell’antico corpo di fabbrica del 1889.

 

Partendo dall’analisi di immagini dell’epoca si è ritenuto opportuno riaprire le due ali laterali del portico d’ingresso della facciata centrale, per favorire un interscambio tra l’interno della stazione e la rinnovata piazza di Montesanto.

La struttura antica è stata completata con nuove strutture leggere, tra cui un’ampia hall ottenuta ripetendo tre volte la restaurata loggia liberty, con un sistema di capriate longitudinali in acciaio e vetro, che si differenziano dall’antica struttura per l’utilizzo di capriatine Polonceau al posto di quelle ad arco originarie. Questa caratteristica ripropone quindi il tema della stazione come porta della città, con una polifunzionalità necessaria e implicita nell’idea di polo di scambio, con acciaio e vetro che fanno da tramite tra le varie interconnessioni.

Un’altra soluzione interessante è stata adottata per risolvere il problema dei flussi entranti ed uscenti: un sistema simmetrico di scale mobili e ascensori determinano un doppio sistema di accesso. Inoltre la hall alta della loggia storica, viene utilizzata come spazio di arrivo in comune tra il sistema di trasporti regionale e la funicolare, garantendo un’ulteriore intermodalità chiara ed efficace.

Per la funicolare è stato adottato un nuovo volume esterno in struttura d’acciaio e lamelle di vetro autopulente, disegnate seguendo il ritmo orizzontale delle bugne del torrino storico. Il volume introduce con la sua sagoma dinamica il sistema di risalita verso la collina del Vomero.

Per l’area delle banchine è stata pensata una copertura vetrata di circa 1000 mq con strutture spaziali Mero. Ciò ha permesso di trasformare anche gli spazi sotterranei più bui e sgradevoli: la luce naturale filtra fino alla quota più profonda creando una connessione spaziale aperta sia orizzontalmente che verticalmente.

Il tema della valorizzazione commerciale della stazione si è tradotto nell’introduzione di numerosi spazi aperti al pubblico, quali bar, tabacchi, Internet Point e Book Store, nelle zone al di sotto delle banchine, nei torrini o nell’ampio spazio rettangolare sospeso al di sopra di esse. Quest’ultimo è conservato ad open space, ulteriore collegamento tra interno ed esterno, tra moderno ed antico.

Con questa stazione si è inaugurato un nuovo sistema di segnaletica ed arredi, teso ad unificare l’insieme dei trasporti pubblici con l’elaborazione di un esempio di POG (Plan d’Organisation de la Gare), che diviene quindi una sorta di disegno complessivo della gestione dello spazio e della segnaletica, unificata e semplificata.

La nuova stazione di Montesanto risulta un polo di scambio concepito come una nuova forma di urbanità per la città del futuro, trasformato in un vero e proprio luogo di vita nel quale sono presenti tutta una serie di normali e abituali funzioni di un quartiere urbano.

 

Crediti del progetto

 

Committente

Commissariato Straordinario di Governo

 

Direzione Lavori

Ing Campobasso per la Committenza SEPSA

 

Progettisti

Architetto Silvio d’ASCIA con TECNOSISTEM Spa (Engineering)

 

Engineering

TECNOSISTEM Spa

 

Foto
Barbara Jodice

 

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 Fondazione Promozione Acciaio

 

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